Riabilitazione

Il cane è un animale sociale e ha bisogno di stimoli, di esperienze positive, di socializzare con altri cani ma anche con le persone. Non dimentichiamo che è stato selezionato proprio per vivere accanto all’uomo e numerosi studi dimostrano che la presenza dell’uomo è una necessità fondamentale perché l’animale possa essere equilibrato. 
 
La vita in box purtroppo non riesce a soddisfare tutte le necessità del cane: vivere in uno spazio ridotto con pochi stimoli positivi può letteralmente rovinare il migliore amico dell’uomo. Lasciato in box, non potrà imparare e, anzi, potrà anche arrivare a dimenticare chi è e come bisogna comportarsi nel mondo. Non è raro vedere cani “arrugginiti”, che non ricordano più come ci si coordina per salire le scale, che hanno paura delle auto, che ti guardano straniti quando arrivi con una pettorina o che non sanno minimamente come comunicare con altri cani e con le persone. 
 
Senza parlare delle problematiche che insorgono quando il cane non ha mai potuto imparare qualcosa: entrare in ascensore, camminare sull’asfalto, passare davanti a un palazzo di sei piani sono cose terrificanti se nessuno gliele ha mai mostrate e possono anche pregiudicare l’adozione, se la famiglia non ha le competenze per diventare la guida del nuovo arrivato. 
 
Per questo motivo quando il cane è in canile non è sufficiente pulirgli il giaciglio e dargli da mangiare: bisogna garantire all’ospite delle uscite con cani e persone e rendere più proficuo possibile il tempo passato insieme.
 
È qui che entrano in gioco gli educatori cinofili e volontari. 
 
Dopo l’ambientamento in canile e per tutta la sua permanenza, il nostro ospite viene valutato dagli educatori (o dai comportamentalisti se ci sono patologie del comportamento in atto) e viene compilata una scheda personale dell’animale.
 
Tale documento, consultabile da tutti i volontari, riporta le informazioni base del cane (Razza, età, peso, sesso, storia), la descrizione dei suoi comportamenti e i punti di forza e di maggior debolezza del cane. Con questi dati viene steso un programma di lavoro che serve a fornire al cane le competenze che gli mancano, a modificare comportamenti sbagliati, a renderlo in sintesi, più facilemente adottabile.
 
Non è un caso infatti che i cani timorosi o con problematiche comportamentali facciano più fatica a trovare una famiglia che li accolga. 
 
Tutti i cani della Rescue Bau vengono associati a volontari che, per competenze e feeling, siano in grado di aiutarli, da soli o affiancati da volontari più esperti ed educatori e durante le giornate di attività seguono il loro percorso studiato ad hoc. 
 
In questo modo imparano o continuano a fidarsi dell’uomo, a collaborare, a comunicare correttamente e ad essere educati nelle loro richieste: ad esempio il cane può imparare a sedersi per ottenere il biscotto, eliminando il saltare addosso, l’agitarsi o l’abbaiare, comportamenti non utili e a volte, se esagerati, anche fastidiosi. 
 
Si mantiene e si incrementa la consapevolezza del suo corpo, riuscendo magari a saltare in auto o sul tavolo del veterinario o a liberarsi se il guinzaglio gli si annoda tra le zampe. 
 
Lo si porta a guardare il mondo con curiosità senza temerlo e senza diventare un cavallo matto ingestibile. 
 
E ancora, gli si presentano per la prima volta o gli si ricorda cosa siano le auto, le moto, le biciclette, i bambini, le case, il dottore, il guinzaglio, la museruola. 
 
Lo scopo è, in definitiva, rendere velocemente il cane più “appetibile” possibile, in modo da trovargli casa in breve tempo, riducendo al minimo la permanenza in canile, la quale da truce detenzione diventa invece un utile soggiorno.  
 
Ovviamente il cane, se la famiglia ha le possibilità e le capacità di aiutarlo a vivere nel mondo, può essere idoneo all’adozione anche senza essere un laureato Rescue Bau, ma mentre è con noi, non potrà fare altro che imparare, sempre divertendosi e sempre in un’atmosfera di serenità.

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