Immaginiamo di essere al circo, da soli, nella gabbia delle tigri, affamate e libere di muoversi attorno a noi. Senza nessuno al nostro fianco, con davanti questi enormi animali che ci fissano avvicinandosi a noi che sensazione proveremmo? Quale sarebbe il nostro unico desiderio? Probabilmente spereremmo che qualcuno arrivasse ad aprire la porta, facendoci scappare da quella gabbia. 

Per un cane di canile terrorizzato dall’uomo, la sensazione è uguale. Vorrebbe sopravvivere, allontanarsi il più possibile da ciò che gli fa paura. Ma non può farlo. 

E’ per questi cani che nasce il progetto #maipiùpaura: perché si può vincere la paura e ricominciare a vivere. 

Scopo

Permettere a cani di canile che hanno terrore dell’uomo e del mondo di vivere più serenamente, vincere le loro paure e aumentare così le loro possibilità di essere adottati. 

A chi ci rivolgiamo

I cani che tremano, che scappano, che ringhiano o mordono, non sono quasi mai adottati. E’ un dato chiaro per chi è dell’ambiente dei cani randagi. Solo negli ultimi 6 mesi la Rescue Bau è riuscita a trovar casa a 12 cani belli ed equilibrati, uno dei quali era arrivato molto spaventato, ma nessuno ha chiesto di adottare cani terrorizzati dall’uomo. Le famiglie scelgono cani più socievoli, simpatici, allegri, più facilmente gestibili. Sono poche le persone desiderose di portarsi a casa un problema.

Tuttavia noi ci siamo posti due domande: perché quel cane trema o scappa o ringhia o morde? E poi, considerato che ormai la Scienza ci dice che l’animale è un essere senziente, che prova emozioni e che ha sentimenti proprio come noi, come può essere felice un cane che per tutta la sua vita deve rimanere chiuso in un box con qualcosa nella testa che gli dice “devi tenere lontano tutto e tutti”? 

La loro paura può avere tantissime cause, ma porta sempre a due certezze: la prima è che vivere col terrore di tutto è sfibrante, la seconda è che se nessuno li aiuta è molto improbabile che qualcuno li voglia adottare e, anche qualora arrivasse l’adozione, non è detto che ci sia un miglioramento nella loro vita, né in quella della famiglia. Un cane che non vuole stare con le persone ha bisogno di imparare a vincere le sue paure con un lavoro mirato della famiglia, affiancata da figure qualificate, altrimenti vivrà sempre in ansia e potrebbe dare problemi (mordere chi cerca di toccarlo o gli va troppo vicino, sporcare esclusivamente in casa, non mangiare, abbaiare a sproposito sono alcune delle problematiche tipiche di cani non a loro agio). 

Ma il cane, anche il più pauroso, anche il più traumatizzato, ha un pregio: dona sempre una seconda possibilità. Se capito, migliora. Se aiutato, migliora. Di fronte al corretto modo di approcciarlo e di insegnargli a ricominciare a vivere, il cane tenterà sempre di ricominciare a vivere. Ed è per questo che noi non vogliamo abbandonarli. 

Conquistata la loro fiducia, migliorato il loro stato emotivo, possiamo aiutarli a imparare ad essere cani di casa. Potranno conoscere la gioia di farsi accarezzare, imparare a passeggiare al guinzaglio, viaggiare in auto, muoversi senza difficoltà in ambiente casalingo e perché no, anche imparare a giocare e passare piacevoli momenti con le persone che diventeranno il loro punto di riferimento, la loro famiglia. 

Obettivi

Per poter aiutare in maniera concreta cani paurosi dobbiamo adeguare il numero dei cani trasferiti alla Rescue Bau al numero dei volontari che possono occuparsi di loro e alle nostre finanze. Ora vogliamo aiutare a vincere la paura e trovare adozione a questi quattro CanCoraggio, come li definiamo affettuosamente:   

  • BRICK: 11 mesi di cucciolotto, trovato ad Afragola in provincia di Napoli, già spaventato quando aveva solo 4 mesi. Ha molta paura di tutto, passa le sue giornate sotto la pedana della cuccia, nascosto al mondo. 
  • DANA: 10 anni, entrata in canile quando ancora era una cucciolotta, ha vissuto in totale isolamento per anni e le sue paure si sono radicate profondamente in lei.
  • EMMA: cucciola di 10 mesi trovata a Milano, terrorizzata dalle persone e ancora molto preoccupata anche quando viene lasciata in box da sola. Adora gli altri cani e non sembra aver paure ambientali, ma per lei è fondamentale imparare a fidarsi delle persone. 
  • FRIDA: femmina di 2 anni, nata randagia, vissuta in un recinto con altri cani e molto spaventata da ciò che non conosce, che siano oggetti o persone.
Soluzione
  • Creare un team di educatori e rieducatori cinofili che si occupino della formazione dei volontari per la corretta gestione dei nostri CanCoraggio: è infatti importante imparare come comunica il cane, come muoversi col cane e come insegnargli ciò che è necessario. 
  • Creare un team di volontari motivati che seguano il corso di formazione che li renda idonei ad occuparsi di cani così particolari. Con una gestione corretta, anche il più fifoncello riuscirà a sbloccarsi iniziando una nuova vita. 
  • Creare un team di volontari che si occupi della gestione degli aspetti burocratici, anagrafici e sanitari dei cani, della divulgazione degli annunci e delle notizie, dell’aggiornamento del sito e delle relazioni con potenziali nuovi volontari e adottanti. Non dobbiamo dimenticare che la Rescue Bau onlus deve essere  per i suoi ospiti a quattro zampe un luogo di passaggio e mai di arrivo! Lo scopo ultimo e fondamentale è trovar loro una famiglia. 
  • Richiedere la consulenza di veterinari liberi professionisti per la gestione della salute e del benessere del cane
  • Richiedere la consulenza di veterinari comportamentalisti per la valutazione del cane e la stesura di un programma di lavoro che aiuti il cane a vincere le sue paure e ad acquisire una serie di competenze utili a farlo diventare un educato e felice cane di famiglia.
  • Organizzare le sessioni di training coi cani in modo che sia offerto loro routine, coerenza e continuità nel lavoro. 
Struttura del progetto
  • Trasferimento di cani presso la Rescue Bau onlus: tramite trasportatori autorizzati via terra o aria, i cani viaggiano sempre in trasportini a norma di legge, accompagnati dai documenti anagrafici e sanitari. Se possibile è da prediligere il trasferimento diretto dal luogo di provenienza alla pensione alla quale si appoggia Rescue Bau onlus, ma qualora non fosse possibile, volontari competenti si recano al punto di incontro con il trasportatore o all’aeroporto e caricano in auto l’animale in totale sicurezza. All’arrivo il cane viene liberato in box e lasciato tranquillo. Il giorno seguente si procede con la sverminazione.
  • Ambientamento: per i primi giorni lasciamo al nuovo CanCoraggio il tempo di capire dove si trova e chi siamo. Facciamo molta attenzione a non disturbarlo e a rispettare sempre gli stessi orari per pappa, pulizia e uscite dal box. 
  • Inserimento del cane sul sito dei volontari: ogni cane ha una scheda e un diario che viene aggiornato  dai volontari ogni volta che si relazionano col cane in questione. Sulla scheda sono riportate le caratteristiche fisiche e di salute del cane, la sua storia, la valutazione complessiva redatta dal Comportamentalista e le indicazioni su quali attività proporre e in che sequenza. Il diario dei volontari è indispensabile per aver sempre ben presente il percorso dell’animale e per poter modificare le attività qualora da ciò che viene riportato, lo si considerasse necessario. Inizialmente ogni CanCoraggio ha un solo volontario di riferimento. Per lui è già difficile adattarsi alla nuova situazione e così vogliamo fornirgli un punto fisso: una sola persona che diventarà sua amica e che poi farà da tramite con gli altri, al momento opportuno. 
  • Visita clinica del cane: tutti i nostri cani, CanCoraggio compresi, sono sottoposti a una visita veterinaria a domicilio e a un esame del sangue di screening per Filaria, Leishmania, Anaplasma, Borrelia, Rickettsia ed Ehrlichia. 
  • Valutazione comportamentale: dopo il primo periodo di conoscenza, il veterinario comportamentalista viene a domicilio e valuta il cane osservandolo, chiedendo al volontario che se ne occupa di sottoporlo ad alcuni stimoli per vederne le reazioni, ascoltando ciò che riporta chi si sta occupando di lui e leggendo tutti i diari redatti e conservati sul sito dei volontari. Molto spesso nei primi periodi è necessario aiutare il cane con integratori naturali che favoriscano il rilassamento, combattendo lo stress, ma in altri casi dobbiamo ricorrere a veri e propri ansiolitici, tanto è il terrore di quei cani! Grazie all’effetto dell’ansiolitico il cane prova meno preoccupazione e così riesce a imparare meglio e prima, migliorando più velocemente la sua situazione. Lo scopo è sempre aiutarli nel minor tempo possibile. Nessun cane dovrebbe rimanere mesi e mesi in canile!
  • Training e riabilitazione comportamentale: basandosi esclusivamente sulle indicazioni riportate sulla scheda del cane, i volontari che hanno ricevuto una formazione tale da poter gestire cani con queste problematiche propongono attività al cane, preoccupandosi poi di scrivere il diario e fare anche video in modo da poter mostrare agli educatori e al Comportamentalista i comportamenti messi in atto dal cane durante la sessione di lavoro. 
  • Ricerca di famiglia idonea all’adozione del cane: utilizzando internet, televisioni, giornali, volantini e passaparola, l’annuncio del cane viene divulgato, al fine di farlo conoscere e trovare così una buona adozione. La famiglia viene valutata perché l’adozione sia definitiva: ci sono persone perfette per avere un cane equilibrato ma non idonee a un cane con un passato “burrascoso”. Importante è il contesto di abitazione, le aspettative delle persone che richiedono il cane, le loro competenze e la loro possibilità di cambiare parte delle proprie abitudini per far spazio a un animale la cui gestione potrebbe necessitare di importanti accorgimenti. 
  • Affiancamento degli adottanti per il corretto inserimento del cane in contesto familiare, dapprima con un percorso di conoscenza in canile, per poi abituarlo per gradi all’ambiente dove andrà a vivere. La famiglia viene seguita anche dopo l’adozione, in modo che i piccoli problemi che possono manifestarsi vengano risolti velocemente. 

BUDGET

Per non avere #maipiùpaura

Abbiamo calcolato il budget necessario per 6 mesi di riabilitazione, tenendo conto delle tempistiche di ambientamento iniziale (1-2 mesi), del training e della necessità di inserire gradualmente il cane a casa. 

Un cane rintanato in un angolo, che trema, ringhia o si nasconde, non attrae nessuno. E se viene portato a casa diventa problematico da gestire: non vorrebbe avvicinarsi, non saprebbe uscire di casa, potrebbe arrivare ad aggredire ad esempio chi provasse ad accarezzarlo. 

Ma se lo stesso cane fosse abituato alle persone, al tocco, al guinzaglio, a nuovi ambienti, a non aver paura degli estranei, sarebbe già più facilmente adottabile. E se la famiglia potesse contare su un aiuto, che noi vogliamo dare, per capire come comunica questo cane, di cosa ha bisogno, come comportarsi di fronte alle sue possibili paure, ciò che avrebbe potuto essere un incubo, si trasformerebbe in una splendida avventura chiamata amicizia. 

Parola di Aria, Panna, Andrea, Cuba e di tutti i CanCoraggio che abbiamo aiutato in questi anni! 

Contatti

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Alice Castorina presidente: presidente@rescuebau.it 340 9006350 

Valentina Talamoni vicepresidente e segretario: info@rescuebau.it 347 3885542