Ho trovato un Bau!

Abbiamo precedentemente parlato di come dovremmo comportarci qualora il Bau fuggisse a zampe levate, quindi ora è il momento di trattare il problema opposto, ovvero “cosa fare se si trova un cane vagante”.

Prima di tutto: sei triste solo e abbandonato o sei in passeggiata con un bipede sbadato?

Non commettiamo subito l’errore di pensare che un cane per strada sia per forza un cane randagio o un cane abbandonato. Potrebbe in effetti essere vittima della crudeltà dell’uomo, ma ci sono anche cani che amano passeggiare liberi a una distanza di circa quattro chilometri dal proprietario che, molto saggiamente a detta sua, pensa sia una cosa normale permettere tutto ciò, oppure ci sono fuggitivi che, usciti dalla propria abitazione, si stanno facendo i fatti loro o non hanno più idea di come tornare a casa.

Dettò ciò, cosa faccio?

1 – Mi assicuro che non ci sia un premio Nobel per la fantasia che abbia deciso di lasciare libero il cane nonostante questo sia incline ad andarsene a fatti suoi. Aguzzo la vista e chiedo ai passanti se per caso quel cane non sia mal accompagnato.

2 – Se sono nelle vicinanze di un centro abitato, suono i campanelli per capire se per caso non è fuggito da qualche casa nella zona. Magari qualcuno sa chi è e dove abita! Se ho un pò di fortuna, potrei anche vedere il Bau rientrare nel suo giardino o per lo meno iniziare a gravitare in una zona che, magari, è il suo quartiere.

Se però non trovo un proprietario o vedo che il cane si sta mettendo in pericolo da solo, magari attraversando le strade, devo pensare seriamente a chiamare chi di competenza e a metterlo al sicuro, acchiappandolo o almeno confinandolo in un’area protetta quale può essere ad esempio un giardino.

Non è sufficiente segnalare su Facebook un cane vagante!

Da qui in poi, paese che vai, regolamenti che trovi. In generale i randagi sono di competenza della Polizia Locale, ATS veterinaria di zona e canili sanitari. L’iter da seguire però per aiutare un cane randagio può variare da regione a regione e addirittura da città a provincia. La cosa migliore, per potersi fare una cultura è fare ricerche sui siti delle ATS veterinarie (le ex ASL) o chiamare la Polizia Locale o il Comune per farsi spiegare come bisogna agire.

Narrerò in questo articolo come funzionano le cose a Milano e Provincia.

Comune di Milano:

Se il cane è stato rinvenuto sul territorio del Comune di Milano, è necessario telefonare alla centrale operativa di pronto intervento della Polizia Locale di Milano al numero 02.0208. Dalla centrale operativa la segnalazione arriverà al Presidio veterinario canile sanitario che invierà sul posto gli operatori per prendere in custodia l’Animale. La centrale operativa risponde 24/24 h.

E’ possibile anche chiamare anche direttamente il Presidio Veterinario Canile Sanitario o recarsi al canile con l’animale se si è fatto prendere e non fosse possibile inviare rapidamente gli operatori per prendere il cane.

Provincia di Milano:

Bisogna telefonare alla Polizia Locale del comune in cui vaga il cane, denunciando il ritrovamento. Se la Polizia Locale non risponde, chiamo subito la ATS veterinaria di zona (la sx ASL). Nell’era di google è un attimo trovare l’ufficio competente per territorio. Basta cercarlo online.

E se è un giorno festivo oppure il ritrovamento avviene di notte, devo chiamare il centralino dell’ospedale più vicino, chiedendo di poter parlare subito col Veterinario Ufficiale di reperibilità dato che ho trovato un cane per strada. Il centralino si farà lasciare il mio numero di telefono e poi riceverò la telefonata da parte del veterinario. Dopo avergli spiegato l’accaduto, il veterinario provvederà a far uscire l’accalappiacani.

Una volta denunciato, il cane entrerà nel canile sanitario di zona, sarà visitato, controlleranno che abbia un microchip per risalire al proprietario e in caso contrario, provvederanno alla sua nuova iscrizione in anagrafe canina, lo vaccineranno e poi il cane potrà essere affidato a un rifugio convenzionato, a una nuova famiglia o a un’associazione che si occupa di animali randagi. Colui che ha trovato il cane, se lo desidera, potrà adottarlo.

E’ vietato intestarsi un cane trovato senza denunciarne il ritrovamento! Quel cane, anche se non dotato di microchip, potrebbe essere di qualcuno ed essersi smarrito e ha il diritto di tornare a casa sua. Ha questo diritto per 60 giorni dalla data di ritrovamento, anche qualora nel frattempo fosse stato affidato a una nuova famiglia.

Sia in città, sia in paese:

Se riesco a prendere il cane, posso portarlo da qualsiasi Veterinario libero professionista, raccontargli l’accaduto e farmi aiutare. Il veterinario controllerà se il cane è dotato di microchip e in caso positivo, contatterà direttamente i proprietari per farlo venire a prendere. Altrimenti contatterà la Polizia Locale o la ATS di zona o il Veterinario Ufficiale reperibile al momento.

E dopo aver raccontato qual è l’iter per denunciare il ritrovamento passiamo alla parte difficile della questione: se devo prendere il Bau per strada, come lo acchiappo?

La cosa migliore se il cane pare non voler avere a che fare con me, sarebbe proprio non acchiapparlo, ma spingerlo in un luogo sicuro o seguirne i movimenti fino all’arrivo degli operatori competenti (i famigerati Accalappiacani sanno bene come prendere un cane per strada!). Se non sono da solo nel deserto dei Tartari, posso farmi aiutare da più persone in modo da “convogliarlo” verso un cancello aperto, un box, un’area sicura, un pò come fanno i cani da pastore con le pecore. Non è il modo più semplice, ma con una buona coordinazione è efficace!

Ma se le tempistiche di uscita dell’accalappiacani si fanno troppo lunghe o il cane è realmente a rischio investimento allora possiamo cercare di prenderlo mentre attendiamo i professionisti.

Posso abbassarmi e chiamarlo con il tono più affabile possibile, dimenticando la dignità e procedendo con le cosiddette “vocine da ricovero” che fanno sembrare chiunque un pazzo, ma che in genere piacciono molto ai cani. Magari riesco a farlo avvicinare e a farmelo amico.

Se le sole voci non bastano, posso prenderlo per la gola, lanciandogli del cibo e sperando lo accetti, per poi lanciare sempre più vicino a me sperando che arrivi proprio abbastanza vicino da essere preso. Nel caso in cui non avessi cibo con me, cosa molto probabile a meno che io non sia un educatore cinofilo in orario di lavoro, dovrò farmelo portare da qualcuno, in modo da non perdere di vista il trovatello.

Nella migliore delle ipotesi il cane vagante potrebbe farsi avvicinare, scodinzolante e affabile, farsi prenderei braccio e mettere in auto o in giardino, ma questa situazione potrebbe anche essere solo un sogno.

Quindi prima di calarci nei panni di Ace Ventura l’acchiappanimali facciamo per un attimo mente locale:

1 – può essere spaventato e spaventarsi ancora di più se inizio a urlare e a fare movimenti rapidi. Quindi devo muovermi più lentamente possibile con calma in modo da non preoccuparlo ulteriormente, inducendolo a scappare o ancora peggio ad attaccare.

2 – Se lo devo toccare, devo farlo in un momento in cui lui è fermo e possibilmente senza mettere le mani addosso a lui. La cattura al volo e le mani addosso quando un cane ha paura possono tradursi in un morso alla cosa più vicina a lui e non è piacevole se la cosa più vicina è la mia mano. Molto meglio trovare una corda da legare a cappio o un guinzaglio. Attenzione però: appena sentirà stringere al collo è possibile che dia fuori di matto. In quel momento devo quindi stare calma e una volta che si è fermato, con movimenti lenti, posso tentare di caricarlo sull’auto o farlo entrare in un luogo sicuro, meglio ancora se riesco a chiudergli la bocca prima di prenderlo in braccio.

3 – Una volta messo al sicuro, evitiamo di rompergli le scatole accarezzandolo in continuazione, soprattutto sulla testa. Sarà spaventato ed è molto meglio lasciarlo tranquillo.

4 – Nell’era dei cellulari, è utilissimo scattare foto o fare video al cane, ma avendo un minimo di buonsenso, è assolutamente inutile preferire una foto o un video a un intervento di soccorso! Prima pensiamo ad aiutarlo, poi a immortalarlo. Non è carino fare i turisti impazziti e poi filmare il cane che finisce sotto un’auto.

E per finire il poema, solo un’ultima cosa: può essere semplice o complicato, ma sicuramente aiutare un cane in difficoltà è un’azione di cui essere orgogliosi. Quindi, siate orgogliosi di voi stessi! Sperando di avervi aiutati con questo articolo vi saluto e… alla prossima puntata!

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