Fido in fuga

Lui se la da a gambe, il bipede se la fa sotto, ma ce la possiamo fare!

Che sia per colpa nostra, a causa del vicino, per un petardo o per fatalità, la fuga del proprio cane è un’ottima ragione per farsi prendere dal panico, almeno nei primi momenti. Ma con un bel respiro e qualche consiglio, possiamo gestire questa emergenza aiutando il nostro amico a tornare a casa: 
1- imprecare, disperarsi, insultarsi o insultare il prossimo: va bene purché non sia ad alta voce, effettuato con gesti inconsulti da una persona che magari sta già correndo dietro al cane. Di certo lui non avrebbe così tanta voglia di avvicinarsi a qualcuno così agitato! Senza contare che non dobbiamo perdere tempo a litigare con la causa della fuga. 
2- Se abbiamo visto da che parte è scappato il nostro cane, dirigiamoci in quella direzione e se lo vediamo, al posto di cercare di raggiungerlo, inchiniamoci e col la voce più simpatica e invitante possibile, chiamiamolo. 
3 – Se pare evaporato nell’ambiente, suoniamo campanello per campanello, fermiamo tutti i passanti, chiediamo se hanno per caso visto il fuggitivo e lasciamo il nostro recapito, per qualsiasi evenienza. 
4 – Chiamiamo subito la Asl veterinaria di zona e la Polizia Locale, per denunciare lo smarrimento. Su internet è facile scoprire qual è la nostra Asl di zona, ma se non si ha internet, basterà chiamare il proprio Comune di residenza per avere le informazioni necessarie. A parte che denunciare è obbligo di legge, è molto importante per coordinare le operazioni che potranno riportare a casa il nostro amico! Denunciamo anche se il cane non ha il microchip, dopodiché, a cane ritrovato, chip subito!
5 – Mano al pc, cerchiamo tutte le associazioni e i canili di zona e anche lontani, denunciando lo smarrimento, così che anche loro possano aiutarci!
6 – Facciamo girare la voce: volantini affissi in luoghi pubblici o dai veterinari, annunci sui giornali e sul web, facebook sono tutti canali utili per spargere la notizia. Internet è popolato di siti che si occupano proprio di aiutare in caso di smarrimenti o ritrovamenti. Attenzione però: è vietato attaccare volantini in “stile americano” ovvero su alberi, pali, cassonetti, fermate dell’autobus!
7 – Chiamiamo un professionista come ad esempio un educatore cinofilo di comprovata esperienza o un veterinario comportamentalista che, conoscendo bene i cani e come ragionano, possa aiutarci a organizzare le ricerche. 
8 – Non demordiamo mai! I cani possono correre per diversi chilometri, spostarsi di regione in regione a piedi o accompagnati! C’è infatti chi, imbattendosi nel fuggitivo, lo carica in auto, lo porta a casa e poi, rendendosi conto di non volere un cane, lo porta in canile o, peggio, lo lascia libero sul territorio molto lontano da casa. 
Alcuni cani tornano a casa in un batter d’occhio, altri impiegano settimane o mesi e altri ancora svaniscono per poi ricomparire dopo anni. 
Per finire, quindi, ecco l’ultimo consiglio: qualsiasi sia stata la ragione della sua fuga, lui è e rimane il nostro cane. Noi per lui siamo i suoi migliori amici, quindi, come tali, cerchiamo sempre di fare tutto il possibile per farlo tornare a casa sano e salvo.
Lui per noi farebbe lo stesso. 

(Alice Castorina)

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